Non ho letto tutta la produzione di questo scrittore, mi baso solo sulle mie letture particolari.
"I cento cavalieri", che dovrebbe rappresentare una raccolta di racconti di una fase precoce dell'autore, sono per me illeggibili. Scritti pesantemente, con uno stile inutilmente pompato. Di solito non ci vedo un gran proporzione fra gli eventi descritti, le storie hanno una legnosità che ti fanno passare la voglia di vivere.
Non mi è piaciuto neppure "Il faraone delle sabbie", sebbene qui la scrittura sia molto migliorata. Ma è un'avventuretta piuttosto lineare, dove spuntano ingenuità e clichè, che li sgami lontano un miglio. Ho fatto fatica a finirlo.
"La torre della solitudine" e "L'ultima legione" mi sono piaciuti di più, storie avventurose "tranquille" (!), che non mi hanno esaltato, ma che mi hanno lasciato un ricordo gradevole.
E poi c'è "Chimaira" (2001), un romanzetto horror ambientato a Volterra (fra maledizioni etrusche, strane presenze e un mostro spaventoso) che mi ha fatto impazzire dal piacere!!!

Ed è una cosa strana. Non sono un fan sfegatato di Manfredi, non lo conosco bene, quindi non so che importanza abbia questo "chimaira" nella produzione di Manfredi. Mi viene da pensare che, forse, neppure l'autore lo considera un suo lavoro importante, non so... eppure, secondo me è un gran bel romanzetto horror. La prima volta che l'ho letto l'ho divorato in un paio di giorni e ogni tanto lo rileggo, e sempre con piacere.
Eppure in questo romanzo ci sono molti difetti di Manfredi, che ho riscontrato anche nelle altre letture. L'incipit, per esempio, è una scena d'immobilità assoluta, una lirica (troppo lirica) descrizione semibucolica della casa dove abiterà il protagonista della storia. Lo stile è affetto da una certa frettolosità, che a volte rallenta in maniera improvvisa per dare spazio a giri gratuiti di paroloni o momenti pseudopoetici. I personaggi non sono niente di eccezionale. Eppure questo romanzo mi piace tantissimo!
Non ho ancora capito perché, io stesso riconosco diversi punti negativi, anche pesanti, eppure mi piace... boooh!

Ciao ciaooo,
Stefano